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Rigoni Dr. Alessandra - Studio Dentistico - Milano

studio dentistico

Faccette

Le faccette sono sottilissimi gusci eseguiti con materiali dello stesso colore dei denti naturali (resine composite, ceramica) che vengono cementate sui denti anteriori, sia superiori che inferiori, ricoprendone la parte esterna frontale. La tecnica di preparazione e cementazione è simile a quella che si esegue per gli intarsi.
Quando sono indicate le faccette?
- Per mascherare difetti dello smalto e della dentina;
- per chiudere spazi eccessivi che talvolta ci possono essere tra i denti (diastemi);
- coprire macchie permanenti (come quelle provocate da alcuni antibiotici e dal fluoro quando assunti durante il periodo di formazione dei tessuti duri dell’organismo);
- correggere lievi irregolarità ortodontiche (denti ruotati, inclinati);
- rivestire denti fratturati, usurati, scheggiati.
Di che materiale sono fatte le faccette?
Le faccette possono essere eseguite in ceramica o resine composite.
Come per gli intarsi, il materiale piu' adatto sarà scelto in base al singolo caso, sia dal punto di vista estetico che funzionale.
Come si prepara una faccetta?
Le fasi cliniche sono sovrapponibili a quelle descritte per gli intarsi. Di fatto si prepara un sottile strato di smalto dei denti anteriori, di cui si prenderà un’impronta, che è necessaria per la creazione del manufatto. Tra una seduta e l’altra il paziente avrà una faccetta provvisoria che viene rimossa poi per cementare quella definitiva.

 

Che cos'è l'impianto?

impianto dentale

L'impianto è una vite in titanio (lo stesso che si utilizza per le protesi ortopediche quali anca, spalla, ginocchio o come strumento di fissazione rigida in caso di fratture gravi) che può avere diverse forme e dimensioni, scelte dall’odontoiatra in base alle caratteristiche del paziente ed al risultato che si vuole ottenere.
A cosa servono gli impianti?
Sostituire i denti che non è più possibile mantenere nel cavo orale con impianti osteointegrati ha permesso di riabilitare la masticazione con protesi fisse anche nei pazienti che sarebbero stati destinati alla protesi mobile, totale o parziale. Nei casi in cui i pazienti siano edentuli ma ancora con sufficiente tessuto osseo in determinate zone dell’osso mascellare e della mandibola, si possono programmare due o più impianti che trasformeranno la protesi mobile totale (meglio conosciuta come “dentiera”) in una protesi mobile ma con degli attacchi che ne aumentano notevolmente il comfort e la funzionalità durante la masticazione.
Quali esami e visite sono necessarie per l’implantologia?
Prima di programmare un intervento che è a tutti gli effetti un atto chirurgico, sono necessari alcuni esami strumentali che sono di aiuto per l’operatore. Una ortopanoramica e le radiografie endorali della zona che dovrà essere sottoposta ad intervento sono esami utilissimi, facili e veloci da eseguire.
Infatti spesso l’ortopanoramica e le endorali non ci danno informazioni accurate sulla posizione di molteplici strutture anatomiche nobili, quali il canale mandibolare che ospita l’omonimo fascio vascolo-nervoso, il seno mascellare, i fori mentonieri e altre strutture. Inoltre la radiologia classica non ci permette di visualizzare le tre dimensioni, quindi lo spessore delle strutture in cui andiamo a lavorare. Per questo motivo è necessaria la tomografia. Ovviamente non si tratta di un esame radiografico di routine, perciò va prescritto esclusivamente in caso di necessità.

Come mi dovrò comportare dopo l’inserimento di uno o più impianti?
L’intervento chirurgico prevede la maggior parte delle volte il posizionamento di uno o piu' punti di sutura. Rimarranno in sede da 1 a 2 settimane, dopodichè verranno rimosse. In questo periodo di tempo il paziente dovrà essere particolarmente attento all’igiene della zona che ha subito l’intervento, applicando del gel a base di clorexidina ed eseguendo sciacqui con un collutorio apposito che preveda una azione antibatterica. Per i primi giorni, potrà spazzolare i denti facendo attenzione alla zona dell’intervento in cui sono ancora presenti le suture.
Dopo la rimozione di quest’ultime il paziente dovrà curare l’impianto con la massima accortezza fino al posizionamento, dopo circa tre mesi, delle capsule sopra i propri impianti. L’accumulo di placca è la prima causa di insuccesso per la durata di un impianto.

E' possibile inserire gli impianti dove non c'è sufficiente osso?
Le tecniche di rigenerazione ossea, che vanno dagli innesti ossei, alla distrazione e all'espansione ossea, hanno permesso di inserire impianti anche in pazienti che fino a poco tempo erano destinati alla protesi tradizionale. I riempimenti nel seno mascellare con osso del paziente e/o eterologo e l'espansione ossea sono tecniche ormai consolidate. La distrazione ossea e la osseo-rigenerazione mediante PRP o cellule staminali sono tecniche di grande successo anche se di recente acquisizione, e con le quali si ottengono ottimi risultati solo in mani esperte. Le tecniche rigenerative ad oggi sono sicure e predicibili, anche se la valutazione ultima spetta all’odontoiatra che valuterà il caso analizzando molteplici aspetti.

 

La rigenerazione ossea

rigenerazione ossea

La rigenerazione ossea guidata ha permesso di ampliare le possibilità di posizionare impianti, consentendone l'utilizzo anche in situazioni sfavorevoli da un punto di vista anatomico. L'applicazione di particolari membrane che separano l'osso dai tessuti circostanti permette la rigenerazione delle cellule ossee con buoni risultati clinici ed il recupero di piccoli difetti ossei.
Cosa si intende per carico immediato post-estrattivo?
Quando si parla di carico immediato degli impianti si intende posizionare l’impianto e le corone (capsule) nella stessa seduta, permettendo al paziente di poter utilizzare da subito gli impianti per la masticazione (per questo si intende carico immediato come carico masticatorio). Se parliamo di carico immediato post-estrattivo intendiamo posizionare impianto e corona subito dopo l’estrazione dell’elemento dentario.
Quali sono le fasi a cui si deve sottoporre il paziente?
Se prendiamo in considerazione le tradizionali tecniche, è prevista una prima seduta in cui si estraggono i denti come precedentemente programmato. Dopo circa un mese si programma il posizionamento degli impianti; se ovviamente ci troviamo in condizioni in cui gli elementi dentari mancano o sono stati estratti in precedenza e quindi si abbia gia' lo spazio per gli impianti non sarà necessario aspettare che l’osso si sia riformato dove prima c’erano gli elementi dentari. Gli impianti a questo punto rimarranno sommersi per almeno novanta giorni (tre mesi). In questo intervallo di tempo, che oscilla tra i tre e i cinque mesi il paziente si comporterà come prima di inserire gli impianti, con l’unica accortezza di eseguire una meticolosa igiene orale e della zona dove è stato posizionato l’impianto.

 

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